2 SETTEMBRE   2006  
 
 
  Oppido/ Vivace incontro tra il direttore generale dell'Asl 10, amministratori e cittadini del comprensorio
I sindaci difendono l'ospedale

Rugolo: <<Perplessità dal Piano aziendale. Putortì: <<Eredità pesante>>

 


L'incontro tra amministratori e dirigenti del comparto sanità è stato seguito con grande attenzione

 

Vincenzo Vaticano

OPPIDO - È sfociato in una seduta fiume protrattasi fino a tardo pomeriggio, il preannunciato e atteso incontro che il direttore dell'Asl 10 Giuseppe Putortì, accompagnato dal direttore generale dell'assessorato alla Sanità, Vincenzo Faillace, ha avuto con gli amministratori e i cittadini del comprensorio oppidese, da otto giorni in lotta a difesa del locale nosocomio. Un incontro, tenuto nell'aula consiliare alla presenza di numerosi cittadini e di tutti i sindaci della Comunità montana "Versante tirrenico meridionale": Rugolo (Oppido); Fazzolari (Varapodio); Surace (Cosoleto); Germanò (Santa Cristina); Mileto (Scido); Chiappalone (Sinopoli); Alessio (Molochio); Corigliano (Delianuova); Fedele (Sant'Eufemia). Presenti, inoltre, Bruno Barillaro e Antonio Alvaro (rispettivamente presidente del Consiglio e della Giunta della Comunità montana) e l'ex sindaco di Oppido, Antonello Freno. Pur ringraziando i due direttori generali per la loro partecipazione, il sindaco Giuseppe Rugolo, nell'aprire i lavori, oltre a spiegare i motivi della protesta popolare, ha subito messo in chiaro come lo status di "ospedale di montagna" per il nosocomio oppidese sia una realtà imprescindibile e irrinunciabile ed ha espresso «la perplessità che l'attuale piano aziendale si stia muovendo secondo le linee previste dalla legge regionale che, appunto, lo prevede espressamente». Una posizione ribadita, con le inevitabili sfumature, dal sindaco di Varapodio, Orlando Fazzolari, dall'ex sindaco di Oppido Antonello Freno, dal dott. Bruno Barillaro, dal dott. Antonino Coco, dalla dott. Carmela Madaffari e dal dott. Antonio Alvaro il quale, riconoscendo legittime le aspettative della popolazione, ha, tra l'altro, aggiunto come «la comunità montana non vuole nulla di più di quanto stabilito dal Piano sanitario attualmente in vigore. Decisioni diverse non potrebbero essere capite». Le ragioni della protesta sono state anche spiegate, con un intervento molto critico nei confronti dei due rappresentanti istituzionali della Sanità, dall'avvocato Carmela Frisina, portavoce dei comitato dei cittadini. Il dott. Putortì, da parte sua, ha cercato di spiegare e giustificare, con varie argomentazioni (soprattutto la pesante situazione finanziaria ereditata dalle precedenti gestioni), l'attuale politica aziendale di riorganizzazione e riordino della sanità che mira a razionalizzare le risorse esistenti nel territorio senza disperderle. «Non è assolutamente in discussione – ha sottolineato – il temuto smantellamento o, peggio, la chiusura dell'ospedale, visto che per lo stesso sono stati appena appaltati dei lavori di ristrutturazione». Va rilevato che tali assicurazioni non hanno affatto tranquillizzato il pubblico che, a più riprese, lo ha interrotto, rimproverandogli i continui provvedimenti emessi in tutt'altro senso (trasferimenti di personale ecc.) . Molto articolato, a seguire, è stato l'intervento del direttore generale Faillace (per conto dell'assessore Doris Lo Moro) che, rilanciando con forza l'idea della costruzione dell'ospedale unico nell'Asl 10 con l'utilizzo immediato di risorse disponibili (360 milioni di euro) per l'edilizia sanitaria, ha dichiarato, tra tante altre cose, come «la mia presenza dimostra attenzione e sensibilità totale da parte dell'assessorato alla Sanità e dell'intera Giunta regionale ai problemi delle popolazioni montane». Anche se non ha sortito alcun effetto positivo immediato, secondo il dott. Alvaro l'incontro può essere considerato un utile confronto per futuri e produttivi sviluppi. Il dott. Alvaro è riuscito, alla fine, ad ottenere il formale impegno dal direttore generale Faillace del massimo interessamento per assicurare all'ospedale di Oppido alcuni servizi essenziali di prima urgenza con il ripristino del pronto soccorso 24 ore su 24 e la riapertura del reparto di chirurgia con la messa in funzione delle nuove sale operatorie in esso presenti e mai utilizzate».

 

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