2 NOVEMBRE 2007  
 
 
 

 

Varapodio/ Ribadita la necessità di sollecitare il ministro De Castro alla firma del decreto
Agrumicoltura, i sindaci della Piana pronti a un sit-in nella Capitale

Stigmatizzata la querelle sollevata dai produttori siciliani sul regime degli aiuti

Da sx, Rugolo, Martelli, Vazzana, Fazzolari, Cannatà, Surace, Corigliano, Foti

Vincenzo Vaticano


VARAPODIO –Con la partecipazione di numerosi sindaci della Piana si è tenuta, presso il Centro culturale polivalente, un'assemblea di produttori agrumicoli per esaminare e discutere sugli ultimi sviluppi dell'ormai nota vicenda inerente la riforma dell'Ocm.
Un'ennesima iniziativa intrapresa a Varapodio dove il Consiglio comunale, è il caso di evidenziare, in tutte le sue componenti, da qualche tempo è divenuto centro propulsore di una frenetica attività tesa a difendere e tutelare i legittimi interessi degli agricoltori il cui futuro, in questo particolare e delicato momento, è legato, in modo indissolubile, all'esito delle decisioni che, a breve, il ministro dell'Agricoltura De Castro, dovrebbe adottare in materia di riforma del regime di aiuti comunitari al settore dell'agrumicoltura. Tali decisioni, nella fattispecie, dovrebbero concretizzarsi con l'immediata firma di un decreto che recepisca e faccia proprio l'accordo raggiunto, lo scorso 18 ottobre, in sede di conferenza Stato-Regioni; un accordo raggiunto dallo stesso ministro e dagli assessori regionali all'Agricoltura della Calabria e Sicilia, Pirillo e La Via.
Su richiesta del sindaco on. Guglielmo Rositani - impegnato a Roma, anche per seguire da vicino l'importante questione agrumicola – il vice sindaco Orlando Fazzolari si è adoperato per organizzare la riunione alla quale hanno partecipato i sindaci di Rosarno (Carlo Martelli), Oppido (Giuseppe Rugolo), Cosoleto (Angelo Surace) Delianuova (Rocco Corigliano), Cittanova (Alessandro Cannatà), Terranova Sappo Minulio (Salvatore Foti). Presenti anche Carmelo Vazzana (presidente della Conasco) e i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. Alla base dell'incontro, due ordini di considerazioni. La prima è relativa all'improvviso ed inaspettato rifiuto del ministro di adottare il succitato decreto (da tempo predisposto) a causa, sembra certo, delle pressioni degli agrumicoltori siciliani che, insieme al loro assessore all'agricoltura, rivendicano maggiori ed ulteriori risorse per il loro prodotto. L'altra ragione è costituita dalla "diserzione" dei "plenipotenziari" siciliani che, inevitabilmente, ha provocato lo slittamento della riunione programmata al Ministero per cercare di comporre la vertenza e arrivare, quindi, all'emissione del decreto.
Attraverso una serie di relazioni e un serrato dibattito, diversificato unicamente dal personale convincimento di qualche singolo relatore, l'unanime convinzione, alla fine, è risultata quella che, sostanzialmente, era stata già espressa dal Consiglio comunale di Varapodio nella recente riunione, convocata d'urgenza sullo stesso tema. L'esigenza, cioè, che tutti gli esponenti politici ed istituzionale, in modo trasversale ed a qualsiasi livello, unitamente agli operatori calabresi del settore agrumicolo (associazioni, organizzazioni produttive, ed, in particolare, gli agricoltori) facciano fronte comune, mobilitandosi per rivendicare con forza il rispetto dei recenti impegni assunti dal ministro dell'Agricoltura Paolo De Castro. A tal proposito è stato dato atto, nel corso degli interventi, della fattiva opera che hanno svolto e stanno, ancora, svolgendo, a vario titolo, alcuni uomini politici calabresi, come l'assessore regionale Mario Pirillo, l'on. Guglielmo Rositani, il sen. Pietro Fuda, gli on. Angela Napoli e Aurelio Misiti, l'assessore regionale Pasquale Tripodi.
Alla fine, comunque, per tenere alta la tensione, essere più concreti possibili e dare un chiaro segnale al Ministro, «visto che il tempo stringe e non c'è tempo per ulteriori tentennamenti», i sindaci presenti hanno avanzato, in modo convinto, l'idea di recarsi a Roma – insieme a tutti gli altri sindaci della Piana – per effettuare una sorta di "sit in" istituzionale davanti al ministero dell'Agricoltura dove a metà della prossima settimana si spera venga favorevolmente definita ed archiviata, con l'emissione dell' agognato decreto, una "disputa" che - è stato rimarcato durante i lavori - dopo i precisi accordi intervenuti, non doveva neanche essere oggetto di discussione.


 
 
 
 
 

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