4 FEBBRAIO  2005  
 
  Varapodio Danni alluvionali: si attende dalla Regione la proclamazione dello stato di calamità naturale
Ora la Piana si mobilita

“Annunciata” l'occupazione della sede della Giunta a Catanzaro

 Vincenzo Vaticano


Sindaci ed amministratori della Piana partecipanti alla riunione di Varapodio

VARAPODIO – «Nel prendere atto che, a tutt'oggi, non è stato deciso alcun provvedimento in merito ai gravissimi danni provocati dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della Piana nei giorni 12 e 13 novembre e il 9 dicembre 2004, rivolgiamo un'ultima accorata richiesta al presidente della Giunta regionale per l'adozione della delibera dello stato di calamità naturale, improrogabilmente, entro martedì prossimo. Qualora l'esecutivo regionale rimanesse insensibile di fronte a quest'ultima richiesta, ci vedremo costretti ad occupare la sede della Giunta regionale a decorrere dall'8 febbraio». È, questo, il testo del telegramma che numerosi sindaci e amministratori locali, riunitisi nell'aula consiliare di Varapodio, hanno sottoscritto e deciso di trasmettere ai massimi responsabili istituzionali a livello provinciale, regionale e nazionale: prefetto, presidente della Giunta regionale, presidente del Consiglio dei ministri, presidente della Repubblica. Alla riunione, convocata dal sindaco Orlando Fazzolari «per decidere una comune e incisiva azione da intraprendere», hanno partecipato Alfonso Germanò (sindaco di Santa Cristina d'Aspromonte), Eugenio Gallizzi (sindaco di Maropati), Giovanni Papa (sindaco di Galatro), Fausto Siclari (assessore comunale a Taurianova), Domenico Luppino (sindaco di Sinopoli), Agostino Mileto (sindaco di Scido), Domenico Giorgi (assessore del Comune di Delianuova), Antonio Albanese (sindaco di Giffone), Giuseppe Rugolo (sindaco di Oppido Mamertina), Angelo Surace (sindaco di Cosoleto). Presente anche il funzionario della Prefettura dr. Demetrio Martino il quale, nel corso della riunione, ha ribadito il personale interessamento al problema da parte del prefetto che già all'indomani degli eventi calamitosi aveva formalmente invitato la Regione ad adoperarsi con tutti i mezzi per far fronte all'eccezionale emergenza. Nonostante ciò, e nonostante la formale richiesta alla Regione della dichiarazione dello stato di calamità naturale formalmente avanzata dal Consiglio provinciale con delibera del 21 dicembre scorso - è stato più volte ribadito dai partecipanti ai lavori -, non solo non è stato preso alcun provvedimento ma i responsabili regionali non hanno dato alcun segno di riscontro (nemmeno negativo) ai tantissimi soggetti in trepida attesa. Giova ricordare a tal proposito che in una precedente riunione, tenutasi sempre a Varapodio, sindaci e amministratori di quasi tutti i Comuni della Piana avevano concordato di trasmettere al Consiglio provinciale - per il successivo inoltro alla Giunta regionale a corredo della richiesta di riconoscimento dello stato di calamità - una relazione generale con la quantificazione approssimativa dei danni, unitamente ad una copia delle varie delibere adottate dalla Giunta provinciale per gli interventi di somma urgenza effettuati o da effettuare nel prossimo futuro e diretti a ripristinare, soprattutto, la viabilità rurale onde consentire la raccolta degli agrumi e delle olive. Cosa che, puntualmente, era stata fatta. «La speranza è che tale grave omissione» è stato detto in aula, «sia dipesa esclusivamente da qualche disguido burocratico a livello regionale perché, come assicurato dall'assessore provinciale Alessandro Cannatà, tutta la documentazione necessaria (incluse relazioni tecniche e foto eloquenti dei danni registratisi) è stata trasmessa  tempestivamente alla competente autorità di bacino presso la Regione». Un'omissione, ha detto in sostanza il sindaco Orlando Fazzolari, che essendo un atto necessario e propedeutico di fatto ha impedito l'avvio del procedimento che avrebbe dovuto determinare il riconoscimento, da parte del governo centrale, dello stato di calamità naturale con i relativi benefici per le aree interessate. Tutti hanno evidenziato che tale provvedimento contribuirebbe ad attenuare, se non proprio risolvere, i problemi di ordine economico dei Comuni che, nell'immediatezza dell'emergenza, hanno dato fondo a tutte le risorse disponibili in bilancio per far fronte ai numerosi problemi causati dall'alluvione. «Tra l'altro – hanno ancora riferito gli amministratori comunali – è impossibile, stando così le cose, dare risposte alle legittime aspettative di tutti quei cittadini che giornalmente vengono in Municipio chiedendo cosa devono fare per avere un qualche risarcimento degli enormi danni subiti».

 

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