6 DICEMBRE 1998    
 
    Varapodio / Seduta-fiume del consiglio comunale
 

Vincenzo Vaticano


VARAPODIO – Si è conclusa dopo circa quattro ore la seduta «fiume» dell'ultimo consiglio comunale di Varapodio che prevedeva la discussione di undici punti all'ordine del giorno. Nonostante la grande quantità di argomenti da trattare, in un clima disteso e di tutta tranquillità, sono stati ben dieci i punti discussi e approvati, tra cui l'assestamento del bilancio. A seduta da destinarsi, invece, è stata rinviata la prevista nomina del capogruppo della minoranza in quanto sono risultati assenti alcuni componenti dell'opposizione occorrenti per la votazione. Il civico consesso, comunque, tornerà a riunirsi mercoledì 9 per discutere, oltre all'approvazione dei verbali della seduta precedente, un unico punto posto all'ordine del giorno articolato in più parti, ovvero presa d'atto ordinanza Tar n. 604/98; sospensiva accolta in merito alla delibera consiliare di decadenza impugnata da Rocco Rizzo, reintegrazione; ottemperanza; avvio dell'iter per contestazione n. 12 assenze ingiustificate al sig. Rocco Rizzo ed eventuale nomina del responsabile del procedimento, per riproposizione decadenza. «Tale convocazione – ha tenuto a precisare il sindaco dott. Orlando Fazzolari – si è resa necessaria per due motivi: il primo perché bisogna ottemperare all'ordinanza di sospensiva emessa dal Tar di Reggio Calabria in merito al ricorso presentato da Rocco Rizzo; il secondo perché, recependo il messaggio implicito presente nella stessa ordinanza, il consiglio comunale ha deciso, pur non condividendo l'interpretazione del Tar, di avviare l'iter amministrativo per contestare le 12 assenze, ingiustificate e consecutive, a Rizzo, e riproporre successivamente la decadenza. È ovvio – secondo il sindaco – che tutte le leggi che disciplinano questa materia, compresa tutta la giurisprudenza, danno ragione all'operato del Consiglio (che aveva già deliberato la decadenza del capogruppo della minoranza, ndc). L'unico appiglio su cui si è basato il ricorso presentato da Rizzo – aggiunge – era il vizio procedurale, in quanto non gli era stato notificato l'avvio del procedimento per la decadenza». Dichiarando ancora che non esiste alcun atteggiamento personalistico nei confronti di Rizzo, il sindaco, tuttavia, ha voluto sottolineare come «rimane sacrosanto il diritto che ogni civico consesso ha di applicare le leggi vigenti e di tradurle in atti. Lo stesso principio vale per Rizzo e per qualsiasi altro organo dello Stato». In riferimento alla notizia riportata dal nostro giornale sull'intenzione di Rizzo di richiedere il risarcimento dei danni c'è stato il seguente commento da parte del primo cittadino: «Il Tar ha semplicemente accolto l'istanza di sospensiva e, pertanto, in questa fase non è possibile chiedere nessun risarcimento; quando si pronuncerà nel merito non è detto che darà ragione al ricorrente, anzi tutto lascia presupporre il contrario. Per quanto riguarda poi la cifra richiesta – ha detto concludendo – l'immagine di una persona vale molto di più di 300 milioni; evidentemente anche il sig. Rizzo ha un pessimo concetto di se stesso».

 

 



 

 

 

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