15 GIUGNO  2006  
 
 
 
Biasi e Fazzolari, primi cittadini al terzo mandato con la "spada di Damocle" dell'ineleggibilità, ostentano grande sicurezza
Taurianova e Varapodio, prove di governabilità

Varapodio/ <<Nessuna nomina di commissario prefettizio>>
 Vincenzo Vaticano
 

VARAPODIO - In vista della riunione del primo consiglio comunale (con la convalida degli eletti al primo punto all'ordine del giorno) prevista per stasera presso l'auditorium del Centro culturale polivalente, si registra in paese un interesse crescente e sempre più vivo verso i possibili sviluppi e il conseguente scenario politico-amministrativo che potrebbe essere generato, nel futuro più o meno prossimo, dalla nota e controversa vicenda sulla liceità del terzo mandato consecutivo che il rieletto sindaco Orlando Fazzolari si appresta a svolgere. Dando per scontato che, anche a seguito del ricorso già presentato in sede di proclamazione degli eletti , sarà promossa l'azione popolare presso la magistratura ordinaria, il "leit motiv" delle discussioni e delle diverse valutazioni esternate dalle parti contrapposte (maggioranza ed opposizione) risulta essere quello sui tempi necessari alla definizione del problema. E, quello che più conta, quale sarà il verdetto che i vari organi investiti del problema dovranno necessariamente alla fine emettere.  Per Orlando Fazzolari, non esistendo minimamente i presupposti per lo scioglimento del Consiglio ex art. 141 del Tuel (grave e persistente violazione della legge), «solo la magistratura ordinaria, con sentenza del giudice d'appello di secondo grado (dopo dei tempi prevedibilmente molto lunghi), può decretare la decadenza del sindaco, che, peraltro, può essere e sarà senz'altro, impugnata con ricorso al supremo organo giudicante».  «Nelle more del giudizio definitivo della Corte di Cassazione – aggiunge – il consiglio comunale rimane in carica unitamente al vice sindaco che è chiamato a svolgere le funzioni proprie del sindaco».  Sempre secondo Fazzolari, «l'ulteriore ed eventuale pronuncia sfavorevole della Corte di Cassazione, dà luogo allo scioglimento del Consiglio che, però, rimane in carica, fino alla prima tornata elettorale utile. Nessuna nomina di Commissario prefettizio - ribadisce infine – è prevista in tutta la fase procedurale». Fin qui le convinzioni dell'attuale primo cittadino in carica. Che, naturalmente, si discostano totalmente da quelle degli altri due sfidanti alla carica di sindaco: Carmela Bonarrigo e Antonio Pellegrino.«Per i ricorsi in materia elettorale – sostiene Bonarrigo, funzionario facente funzioni presso la procura della Repubblica di Palmi – sono previsti dei termini abbastanza celeri, tanto che essi vengono trattati anche durante il periodo di sospensione feriale che va dal 1 agosto al 15 settembre. I tempi massimi per una sentenza utile alla decadenza del sindaco – secondo la sua valutazione – non dovrebbero superare 5 o 6 mesi».  Sostanzialmente opposte anche le sue considerazioni in ordine alla sequenza degli eventi «Da fonti istituzionali – dichiara – risulta che a seguito di eventuale pronuncia di decadenza del sindaco da parte della Corte d'Appello, l'orientamento del Prefetto sia quello di promuovere l'azione di scioglimento del Consiglio con conseguente nomina del Commissario straordinario fino a nuove elezioni».  Secondo l'altro candidato a sindaco, Pellegrino, segretario comunale in pensione, chiamato da noi in causa per una sua valutazione, «le recenti dichiarazioni del Prefetto fanno chiaramente intendere che sarà immediatamente promossa – accompagnata dal dovuto impulso – l'azione popolare, per far scorrere in modo celere i tempi per i due gradi di giudizio necessari alla sentenza di decadenza del sindaco».  In merito poi alla convalida degli eletti, Carmela Bonarrigo tiene a precisare che, in ossequio ad una recente nota del ministero degli Interni diramata dopo la sentenza della Corte di Cassazione depositata in data 20 maggio 2006, «il Consiglio comunale deve verificare tutte le cause di ineleggibilità e non solo quelle richiamate dall'art. 60 del Tuel 267/2000 come sostiene il sindaco Fazzolari».  «Deve, quindi, tener conto – sottolinea  – anche delle disposizioni contenute nell'art. 51 (dello stesso testo unico, ndc) che sancisce, appunto, l'ineleggibilità del sindaco dopo il secondo mandato consecutivo».Una situazione, quella del terzo mandato, tiene a ribadire l'altro membro dell'opposizione Antonio Pellegrino, che costituisce «una "causa originaria" di ineleggibilità». Va comunque evidenziato che, nonostante questa situazione, come dire, di "conflittualità politica permanente" – appendice di una campagna elettorale caratterizzata da un elevato numero di comizi e da un vivace e, a volte aspro, dibattito – la gestione amministrativa e l'attività politica della nuova compagine guidata da Orlando Fazzolari procede in maniera regolare. Anche se, è il caso di rilevare, il Consiglio deve ancora insediarsi, il sindaco ha da tempo provveduto a nominare i quattro componenti della Giunta (Maria Rosa Ferraro vice sindaco, Maura Carbone, Filippo Bagnato, Domenico Sorace) per far fronte ai più urgenti adempimenti della vita municipale a Varapodio.

Taurianova/ <<Io e la mia squadra abbiamo intrapreso una battaglia di libertà>>

Domenico Zito

TAURIANOVA – Prosegue il dibattito politico in città all'indomani del turno di ballottaggio che ha decretato il successo del sindaco uscente Rocco Biasi. Oggetto del contendere è l'ormai noto divieto di terzo mandato consecutivo che è sancito dal Testo unico sugli enti locali: lo schieramento vincente lo ritiene una norma iniqua che sarà presto modificata dal Parlamento o, in alternativa, superata da una pronuncia giudiziaria; per le opposizioni si tratta di un baluardo insormontabile per l'eleggibilità di Biasi alla massima carica cittadina. Vediamo innanzitutto, alla luce di queste polemiche, cosa intende fare il riconfermato primo cittadino di Taurianova, Rocco Biasi. «Sta andando tutto come avevamo previsto»: è questo il perentorio commento del sindaco. «In questi ultimi giorni – aggiunge – alcuni media hanno dato informazioni inesatte in tema di scioglimento del Consiglio e di conseguente commissariamento del comune«. Biasi sostiene invece che «alla luce della normativa vigente non ci sarà mai alcun commissariamento, in quanto l'iter in questi casi prevede, dopo la convalida da parte del Consiglio comunale, eventualmente, soltanto l'azione popolare, che sarà esaminata prima dal Tribunale civile, quindi dalla Corte d'appello e infine dalla Cassazione». Il primo cittadino ha avuto pure modo di precisare che «solo la sentenza d'appello è immediatamente esecutiva, e solo dopo un'eventuale pronuncia di secondo grado sfavorevole si avrebbe la decadenza dalla carica. In questo caso sarebbe comunque garantita la continuità amministrativa col vicesindaco, che diverrebbe sindaco facente funzioni per tutto il periodo seguente fino alle eventuali nuove elezioni, dopo il giudizio finale della Cassazione». Biasi ha dichiarato pure che «una testimonianza vivente di tutto ciò è data dal sindaco di Saleranno Canavese, Elio Ottino, che è venuto pure a Taurianova, e che è al suo posto a due anni dalle elezioni». In merito alla questione sollevata dai suoi avversari politici relativa ai presunti danni erariali a carico dei consiglieri che dovessero convalidare l'elezione, il primo cittadino ha sostenuto che «non ci potrà mai essere alcuna richiesta risarcitoria nei loro confronti perché il Testo unico sugli enti locali non permette al Consiglio comunale di entrare nel merito dell'ineleggibilità prevista dall'art. 51 per cui gli esempi citati da più parti, come quello di Palmi, non fanno altro che dimostrare l'incompetenza in materia di chi sostiene tali assurde teorie». Biasi si è detto poi «molto fiducioso e sereno in una soluzione completamente positiva della questione perché io e la mia squadra abbiamo intrapreso questa battaglia di libertà per affermare il diritto dei cittadini di scegliere liberamente chi li rappresenta senza ingiuste limitazioni di sorta ed al solo fine di proseguire con tutte le nostre energie il cammino intrapreso in precedenza». Sull'altro fronte, Domenico Amuso, uscito sconfitto dal ballottaggio, a capo di uno schieramento di centrosinistra, sostiene che «la vittoria del centrodestra di Biasi non è stata altro che la vittoria di Pirro. Più volte durante  questa campagna elettorale – prosegue il segretario dei Ds – abbiamo avuto modo di affermare che le regole democratiche non possono essere calpestate e che Biasi non avrebbe potuto essere eletto per il terzo mandato: i fatti ci stanno dando ragione e ci stiamo avviando in queste ore verso una stagione di empasse amministrativa che causerà gravi e seri danni alla città». Amuso più avanti rileva che «ci avviamo infatti verso una stagione di grande stagnazione e questi mesi che potevano rappresentare un trampolino di grande slancio economico per la città, saranno invece dei mesi difficili. Per il leader dell'Unione «qualcuno ha fatto come Esaù che vendette la primogenitura per un pugno di lenticchie, ma noi faremo di tutto perchè il nostro paese non venga abbandonato e lavoreremo affinché i diritti dei quattromila e 53 cittadini che ci hanno votato  siano assolutamente garantiti, lavorando in questi mesi con tutte quelle forze sane del centrosinistra affinché si rafforzi e cresca il grande consenso conquistato in questi mesi». Amuso rilancia infine la sua azione: «Utilizzeremo questo periodo andando fra la gente a illustrare il nostro programma per creare un sempre più stretto legame con i cittadini, porteremo avanti sempre più con forza le nostre idee della politica pulita, basata sui valori e sul rispetto della dignità altrui. Per salvaguardare lo stato di diritto – conclude – intraprenderemo ogni azione legale nei confronti dei consiglieri comunali della finta maggioranza ai quali chiederemo il risarcimento dei danni subiti  dalla città e il risarcimento di tutte le spese sostenute in questa campagna elettorale».

 

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