16 SETTEMBRE 2010  
 
 
 


Profuse le sue energie a favore delle idee liberali. Nel 1846 pubblicò una voluminosa ricerca sui Bruzi

Faccioli, indimenticato patriota di Varapodio

 Lapide di Carmelo Faccioli


Vincenzo Vaticano 


Circa centocinquanta anni fa, il 14 maggio 1861, moriva nella sua casa di campagna in contrada "Rinace", all'età di 69 anni, Carmelo Faccioli, uno dei personaggi più prestigiosi cui Varapodio, il piccolo paese preaspromontano del versante tirrenico meridionale abbia dato i natali. Uno studioso, ma soprattutto un patriota, che profuse le sue energie, nei cruciali anni della prima metà dell'ottocento, per affermare le sue idee liberali e dare, quindi, il suo contributo per il "compimento" dell'unità d'Italia. «Parlare di lui - scriveva il compianto don Antonino Di Masi nella sua monumentale opera monografica "Varapodio ieri e oggi" - e come parlare del Risorgimento italiano per la cui causa ha impiegato tutte le sue meravigliose doti di mente e di cuore».
Nato il 26 settembre del 1792, Carmelo Faccioli, compiuti 18 anni, si trasferì a Napoli dove ebbe modo, dedicandosi agli studi universitari (si laureò in giurisprudenza nel 1813), di forgiare e maturare le sue convinzioni politiche che non pochi problemi gli causarono con la polizia borbonica.
Nel 1830, infatti, fu fermato e imprigionato per la detenzione di alcune "sovversive" poesie di Gabriele Rossetti, patriota esule prima a Malta e poi a Londra.
Dopo la scarcerazione rientrò a Varapodio dove, continuando la sua attività politica ed ideologica, fu eletto per due anni sindaco.
Pubblicò diverse opere, ma la sua fama di storico e letterato derivò, essenzialmente, dalla pubblicazione, nel 1846, della voluminosa "Ricerca su' Bruzi e su' moderni Calabri".
Partecipò attivamente, nel 1848, agli eventi che indussero il sovrano del Regno delle due Sicilie, Ferdinando II - al pari di molti altri monarchi - a concedere la Costituzione. Ad aprile dello stesso anno - dopo la pubblicazione di un suo manifesto elettorale dal titolo "Progetto di un comitato centrale della opposizione costituzionale" - Faccioli venne eletto al Parlamento napoletano. Costretto a rientrare a Varapodio, dopo lo scioglimento del Parlamento, fu per lungo tempo sottoposto a sorveglianza da parte della polizia.
Faccioli, come accennato, si spense nel 1861, esattamente il 14 maggio. Appena in tempo per assistere all'inizio del  lento e (per lui tanto) agognato processo di riunificazione dell'Italia.
In suo ricordo rimane a Varapodio un massiccio portale di marmo in Via Dogali e una lapide con bassorilievo realizzata, a suo tempo, dal grande scultore napoletano Tommaso Solari.
 
     

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