24 MARZO 2009  
 
 
 

VARAPODIO/ L'imprenditore ucciso 12 anni fa per mano della criminalità organizzata

Consegnate le borse di studio in memoria di Nino Polifroni

Fazzolari e Foti: assassinato prima che potesse godere i frutti del suo duro lavoro

Il prof. Filippo Foti e l'ing. Bruno Polifroni durante la consegna delle borse di studio

 Vincenzo Vaticano


VARAPODIO - "Assassinato perché non si è voluto piegare alla ndrangheta". Così i giornali titolavano in prima pagina, nel lontano 1996, l'uccisione di Nino Polifroni, 46 anni, imprenditore vittima della criminalità organizzata e come tale formalmente riconosciuto dallo Stato.

Per ricordare Polifroni, a 12 anni dalla tragica scomparsa, i congiunti, supportati dal locale Istituto scolastico comprensivo e dall'Amministrazione comunale, hanno riproposto il concorso scolastico per l'assegnazione – da parte della famiglia – di 20 assegni di studio consegnati ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado nel corso di una cerimonia volutamente svolta nel giorno in cui dappertutto si è celebrato il giorno della memoria delle vittime della criminalità organizzata.

Il dirigente scolastico e il vice sindaco Orlando Fazzolari hanno tracciato il profilo dell'imprenditore, considerato una risorsa per l'economia del paese, il quale «nel momento in cui si apprestava a godere i frutti del suo duro lavoro, iniziato da adolescente, è stato barbaramente stroncato da mano criminale».

Unitamente ai familiari dell'imprenditore assassinato, tanti i presenti alla manifestazione: il vice prefetto Enzo Covato; i consiglieri provinciali Rocco Biasi e Francesco D'Agostino; il maresciallo dei carabinieri Raffaello Ballante; il comandante della Polizia municipale Domenico Papalia; don Mimmo Caruso. Moltissimi, anche i cittadini che hanno affollato il Centro culturale polivalente che ha ospitato la manifestazione.

Diversi, comunque, i rappresentanti istituzionali che, pur avendo assicurato la loro presenza, non sono intervenuti. «Hanno perso l'occasione – ha dichiarato l'ing. Bruno Polifroni, figlio dell'imprenditore ucciso – di suffragare con i fatti il loro proclamato impegno in tema di legalità; anche perché – ha aggiunto – la manifestazione non aveva come oggetto la presentazione di un libro o l'inaugurazione di un impianto sportivo, ma qualcosa di ben più importante».

Alcuni videoclip e una recita – densa di contenuti inerenti la lotta alla mafia – messa in scena dagli alunni guidati dai docenti Angela Raco (regista), Mimma Ferraro, Francesco D'Agostino, Michele Lando e Daniela Epifanio (responsabile progetto legalità), hanno preceduto la consegna delle targhe e degli assegni di studio (dell'importo di duecento euro ciascuno).

Questi gli alunni premiati: Maria Pia Artieri, Rocco Managò, Giuseppe Alessi, Giovanni Tropeano, Clarissa Ferrinda, Antonino Rugolo, Filippo Attanà, Elena Oncioiu, Vincenzo Papalia, Tiberio Schepis, Martina Licopoli, Antonio Saraceno (scuola primaria); Concetta Bagnato, Mario Madafferi, Rocco Bagnato, Graziella Lucisano, Domenica Garipoli, Vincenzo papalia, Caterina Conte, Vincenzo Randazzo (scuola media).

 

 
 

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