25 APRILE 2012  
 
 
 


Piana Gioia Tauro/L'inchiesta sulla morte di Domenico Sgrò, originario di Varapodio

Omicidio colposo, cinque medici a giudizio


Vincenzo Vaticano 


GIOIA TAURO (g.s.) –  Il Gip presso il Tribunale di Palmi, dott. Cristina Mazzuoccolo, ha disposto il rinvio a giudizio, per il reato di omicidio colposo, di cinque medici dell'ospedale Giovanni XXIII di Gioia Tauro. Gli stessi, a vario titolo, tutti perchè in servizio (anche se in momenti diversi) presso il nosocomio gioiese, secondo le richieste avanzate dal PM dott. Giulia Pantano, titolare dell'indagine, sono stati coinvolti nell'inchiesta sulla morte di un pensionato di Varapodio, Domenico Sgrò, già titolare di una impresa di autotrasporti e molto noto nel centro dell'alta Piana, avvenuta il sedici marzo del 2010. Le indagini dei carabinieri erano partite dopo una denunzia del figlio, ing. Giuseppe Sgrò, che vive e lavora al Nord, che con un lungo e dettagliato esposto alla Procura della Repubblica, assistito dall'avvocato Donato Patèra, aveva chiesto che venisse accertato se durante la degenza del genitore, tre giorni in tutto in tre ospedali diversi, vi fossero stati omissioni o comportamenti colposi da parte del personale medico e paramedico. I cinque sanitari rinviati a giudizio (l'udienza davanti a Palmi è stata già fissata per il prossimo trenta maggio), sono il dott. Antonino Di Certo, il dott. Domenico Giannetta, il dott. Domenico Saraceno, il dott. Giuseppe Capo, il dott. Luigi Napoli. Il 14 marzo del 2010, Domenico Sgrò era stato colto mentre si trovava in casa da forti dolori addominali. Con una ambulanza del 118 era stato portato all'ospedale di Polistena e nella tarda serata era stato dirottato all'ospedale di Gioia Tauro dove era rimasto ricoverato tutta la notte. All'indomani, nel pomeriggio, sempre con una ambulanza del 118, era stato trasferito all'Annunziata di Cosenza dove, in mancanza di una precisa diagnosi, era stato ricoverato in terapia intensiva. Domenico Sgrò era morto purtroppo il giorno dopo tra lo strazio dei famigliari: e l'autopsia, chiesta dai congiunti avrebbe dato conferma che il pensionato non soffriva di patologie particolari e tali da far pensare ad un possibile decesso da collegare a condizioni di salute incerte. Nel febbraio dello scorso anno, nel corso di un incidente probatorio al Palazzo di Giustizia di Palmi, la Procura ha affidato al dott. Luigi Borrello l'incarico di eseguire la perizia destinata a chiarire alcuni aspetti di tutta la storia c. L'avv. Donato Patèra che assiste la famiglia Sgrò afferma in proposito: «I congiunti non chiedono vendetta. Vogliono soltanto giustizia»

 

 
     

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