27 MARZO 2008  
 
 
 

 

Varapodio/ "Agrifruit" si rivolge al presidente Napolitano
Agrumicoltura, in duecento attendono ancora gli aiuti Ue

Vincenzo Vaticano


Michele Bagnato

VARAPODIOSono circa duecento gli agrumicoltori che, pur avendo conferito nel corso dell'annata 2005/2006 l'intera produzione alla loro organizzazione di riferimento (il consorzio "Agrofruit"), non hanno ancora percepito alcun compenso. La sospensione dell'erogazione degli aiuti comunitari (più o meno 1,5 milioni di euro) era stata disposta, a suo tempo, dall'Agea in seguito ad un'informativa della Procura della Repubblica di Palmi che stava indagando su presunte truffe consumate nel campo dell'agrumicoltura, con riferimento agli aiuti erogati dall'Unione europea. Dopo due anni di vana attesa, caratterizzati da enormi disagi economici per gli agrumicoltori che si sono visti privati della loro principale fonte di reddito, il presidente del consorzio "Agrofruit", Michele Bagnato, non sapendo più quali iniziative intraprendere ha deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Repubblica, Napolitano, attraverso un'accorata lettera indirizzata anche, per conoscenza, al ministro di Grazia e Giustizia, al prefetto e al procuratore della Repubblica di Palmi.  «Con provvedimento del 5 luglio 2006 – scrive Bagnato – l'Agea ha comunicato la sospensione dell'erogazione degli aiuti comunitari per la campagna agrumaria 2005/06. Ho cercato in tutti i modi di capire le motivazioni e più volte mi sono recato anche a Catanzaro presso gli uffici regionali per chiedere chiarimenti, senza riuscire a capire molto. Dalla data della sospensione dell'aiuto comunitario la vita è diventata un inferno, fino ad ammalarmi in modo serio e grave». Nel descrivere le devastanti conseguenze subite a causa dello stress psicologico cui è stato sottoposto, Bagnato evidenzia, con grande rammarico, la frustrazione degli agrumicoltori e delle loro famiglie. «Tutti i soci dell'Agrofruit hanno lavorato e hanno diritto ad ottenere gli aiuti comunitari spettanti. Il mio appello – conclude Michele Bagnato – è per un Vostro interessamento affinché le somme non erogate vengano svincolate con pagamento diretto ai singoli agricoltori». Intanto, quale "estrema ratio" per sollecitare la definizione della vicenda che li vede coinvolti, sia il presidente sia i soci del consorzio in questione stanno prendendo in seria considerazione l'idea di restituire i propri certificati elettorali e quelli dei familiari cercando, altresì, di coinvolgere in questa azione altre persone per dare più forza alle rivendicazioni espresse.

 
 
 
 

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