27 AGOSTO 2009  
 
 
 

Molochio/Proiettili, lumini e un rapace morto

"Messaggio" intimidatorio al sindaco Alessio

 

 Vincenzo Vaticano


MOLOCHIO - Un gravissimo atto intimidatorio, che non poco ha sorpreso e turbato il piccolo centro pre aspromontano (ormai da tempo avulso, quasi completamente, da questo tipo di avvenimenti), è stato perpetrato ai danni del sindaco Beniamino Alessio, consulente aziendale, che dopo la vittoria elettorale riportata capeggiando una lista civica, da quattro anni (aprile 2005) guida la locale amministrazione comunale.  È stato lo stesso primo cittadino che ieri, a distanza di alcuni giorni dall'accaduto, ha ritenuto opportuno dare la notizia attraverso un comunicato stampa.  «La notte tra sabato e domenica scorsa, più o meno alle ore 2 – informa Alessio –, ho trovato, uncinata alla porta del mio ufficio (nel centro del paese ndc), una busta di plastica di colore bianco nel cui interno si trovavano: due lumini di cimitero, già usati per metà, di dimensioni diverse, cioè uno grande e l'altro più piccolo; una busta da congelatore nel cui interno è stato posto un uccello rapace morto con dei fiori messi sopra; un'altra busta più piccola della precedente, all'interno della quale si trovavano otto cartucce calibro 12 caricate a palla asciutta, 4 bossoli di pistola di piccole dimensioni e un altro oggetto che non sono riuscito ad identificare».  Tutto il materiale descritto è stato preso in custodia dai carabinieri della locale stazione, intervenuti tempestivamente dopo l'immediata segnalazione del sindaco. I militi dell'Arma, con a capo il maresciallo Croce, hanno provveduto ad effettuare i rilievi del caso avviando, nel contempo, le indagini per cercare di risalire e individuare gli autori del grave gesto di inequivocabile minaccia nei confronti del primo cittadino.  Nonostante il grave fatto Alessio dimostra, con le sue dichiarazioni, indignazione più che paura poiché ritiene il gesto, oltre che vigliacco, anacronistico e assurdo. «Siamo alle soglie del 2010 – dice a tal proposito – e non è più ammissibile che qualcuno possa pensare, utilizzando simili atti, di poter cambiare il corso dell'azione amministrativa. Io sono sempre presente al mio posto e avrei preferito che costui, o costoro, si fosse avvicinato per esplicitarmi le sue doglianze invece di comportarsi meschinamente». Con convinzione e risolutezza aggiunge poi: «Continuerò ad andare dritto per la mia strada senza indugi e tentennamenti, nella consapevolezza di aver sempre agito nel massimo rispetto delle regole democratiche e non consentirò assolutamente che alcuno possa annoverarsi in un fantomatico elenco di personaggi intoccabili».

 
 

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