28 GIUGNO 2009  
 
 
  Oppido/Sindaci, tanti cittadini e gli on. Belcastro e Napoli alla seduta di insediamento del primo cittadino
 << Uniti a difesa del territorio>>

Per Barillaro un fronte comune necessario soprattutto per sanità e viabilità

 

Guida, Brancati, Zerbi, Barillaro, Musicò

Vincenzo Vaticano


OPPIDO - Esame della condizione dei consiglieri eletti; elezione del presidente del Consiglio comunale; comunicazione dei nominativi designati per la carica di assessore; giuramento del sindaco; elezioni dei rappresentanti alla Comunità montana. Questi i punti trattati dal nuovo Civico Consesso scaturito dalla recente tornata elettorale che ha decretato la vittoria della lista "Insieme per Oppido", capeggiata da Bruno Barillaro, sulle altre due liste "Arcobaleno" e "Popolo della libertà" guidate, rispettivamente, dal sindaco uscente Giuseppe Rugolo e Domenico Giannetta. Nessuna eccezione è stata avanzata, ad inizio seduta, in merito al possesso dei requisiti di eleggibilità dei neo eletti consiglieri, cosicché il Consiglio ha proceduto alla loro convalida "in blocco". Relativamente poi all'elezione del presidente del Consiglio comunale va rilevato che, in un clima di sereno dialogo e di vero "fair play", maggioranza e opposizione, dopo una breve consultazione tra i capigruppo, hanno deciso di far convergere i loro voti sul candidato della maggioranza Eleonora Musicò, risultata quindi eletta all'unanimità. Il successivo adempimento è stato il giuramento del sindaco Barillaro, il quale, nella forma prevista, ha pronunciato la fatidica frase "giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne la Costituzione". Spiegando poi, a grandi linee, i motivi della scelta, il primo cittadino ha comunicato la composizione della Giunta, elencando i nomi degli assessori: Maria Grazia Zerbi, vice sindaco (istruzione, cultura, legalità, pari opportunità); Antonio Romeo (ambiente, verde pubblico, tributi); Giuseppe Guida (politiche giovanili, associazionismo, lavoro); Antonio Brancati (sanità e servizi sociali); Cosimo Verduci (personale e affari generali); Placido Costa (demanio, patrimonio, sviluppo economico, sport). Ulteriori deleghe sono state attribuite ad altri consiglieri di maggioranza che non fanno parte della giunta: Carlo Frisina (emigrazione, turismo e spettacolo); Domenico Italiano (agricoltura); Valentino Morgante (urbanistica); Nicola Iaria (beni culturali). A rappresentare il Comune  in seno alla Comunità montana sono stati eletti Bruno Barillaro e Domenico Italiano per la maggioranza; Domenico Giannetta per la minoranza. «Ho intenzione di intrattenere stretti rapporti operativi e di collaborazione con tutti gli amministratori del comprensorio – aveva dichiarato Barillaro subito dopo l'esito elettorale – per intraprendere, in modo congiunto, una "battaglia", anche dura se necessaria, a difesa non solo di Oppido ma di tutto il territorio preaspromontano circostante, mai, come in questo momento, mortificato e penalizzato in tutti i settori: economico, sociale, occupazionale e, soprattutto, sanitario e viario».  Proposito, si può dire, mantenuto e messo subito in atto, se si considera il rilevante numero di amministratori locali e di esponenti politici presenti alla seduta d'insediamento e (davanti a un numeroso pubblico) coinvolti in un interessantissimo dibattito sulle gravi e numerose problematiche che affliggono un territorio di cui Oppido costituisce sicuramente il baricentro. La presenza e gli interventi dell'on. Elio Belcastro, dell'on. Angela Napoli, dei consiglieri regionali Pasquale Tripodi e Giovanni Nucera, del presidente della Comunità montana "Versante tirrenico meridionale" Antonio Alvaro, dei sindaci Alessio (Molochio), Gioffrè (Cosoleto), Mazza (Gioiosa), Imperitura (Martone), Fazzolari (vice sindaco Varapodio), Romeo (ex sindaco di Taurianova) hanno, in definitiva, trasformato una semplice manifestazione di "routine burocratica" in un evento politico che potrebbe dare il via ad una nuova stagione per intere comunità i cui diritti più elementari (sanità e possibilità di spostarsi agevolmente) sono stati messi seriamente in discussione, specie negli ultimi tempi. Da qui la necessità di un fronte ampio e condiviso in difesa dei diritti delle popolazioni amministrate.

 

 
     
   

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