28 OTTOBRE   2011  
 
 
  Scuola. Il Comune aveva sostenuto il ricorso amministrativo

Il Tar boccia la classe unica, vincono i genitori di Varapodio

 Vincenzo Vaticano


Patera e Fazzolari durante la conferenza stampa

 
VARAPODIO –   << Illegittimità della scelta operata dall’amministrazione scolastica, immotivata applicazione di regole ordinarie non applicabili al caso specifico, violazione degli articoli 4 e 5 del D.P.R 2009/81 (formazione classi con alunni disabili, ndc)>>. Con questi giudizi espressi in maniera chiara e ricorrente nel dispositivo della sentenza, il Tar di R.C. ha annullato il provvedimento con il quale, i responsabili dell’Ambito territoriale reggino (ex Provveditorato agli studi), hanno disposto, qualche mese fa, il dimezzamento delle due classi di prima media con un operazione di accorpamento. Due classi, è il caso di ricordare, concesse a giugno, con l’organico di diritto, in considerazione dell’elevato numero di alunni (30) e della presenza di due disabili. La situazione di estremo disagio determinata dall’inattesa soppressione della classe era stata denunciata dai genitori degli alunni che, lamentando un grave pregiudizio per il diritto allo studio dei loro figli, hanno impugnato il provvedimento in via giurisdizionale proponendo, attraverso l’avv. Donato Patera, ricorso al Tar. Il Comune, intervenendo “ad adiuvandum”, ha sostenuto l’azione dei genitori costituendosi in giudizio con lo stesso difensore.
Il Tar ( presidente Ettore Leotta, consigliere Giuseppe Caruso), pronunciandosi nel merito, ha, in pratica, accolto in toto il ricorso dei genitori e del Comune annullando tutti i provvedimenti impugnati e ordinando, contestualmente, all’organo scolastico il ripristino della situazione “quo ante” con le due classi di prima media.
La decisione del giudice amministrativo, attesa con ansia dai genitori degli alunni, è stata comunicata dal vicesindaco Orlando Fazzolari e dall’avv. Donato Patera nel corso di una conferenza stampa tenutasi in Municipio alla presenza di numerosi genitori e alcuni docenti. Entrambi, nell’ambito dei rispettivi ruoli ricoperti nella vertenza, hanno evidenziato, con un excursus, le varie fasi di questa vicenda innescata dall’iniquo provvedimento adottato dall’ufficio scolastico reggino. << Un provvedimento – ha dichiarato Fazzolari - che rappresenta, in modo inequivocabile l’ultimo dei tanti “soprusi” cui da alcuni anni tutte le nostre scuole vengono sottoposte. Ecco perché questa volta abbiamo deciso di reagire con tutti i mezzi a nostra disposizione. Non solo per tutelare i diritti dei nostri ragazzi ma per intraprendere anche una battaglia di giustizia>>.
Le varie fasi della stesura del ricorso proposto e gli effetti della sentenza (destinata con molta probabilità a costituire un precedente) sono stati illustrati dall’avv. Patera. << La condanna dell’amministrazione al totale pagamento delle spese processuali e non alla compensazione (1.000 euro ciascuno ai genitori e al Comune, più le altre spese) denota – secondo il legale – l’evidente illegittimità con cui l’amministrazione scolastica ha operato. Ci auguriamo adesso che la stessa amministrazione provveda a dare immediata esecuzione alla sentenza evitando ulteriori danni per l’erario; altre eventuali resistenze la vedrebbero, con molta probabilità, di nuovo soccombente>>.
 

 
 

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