30 MAGGIO 2013

Arte Cultura Spettacolo in Calabria

 
 
 
 


"C'era una volta" di Riccardo Carbone
Un volume che inorgoglisce tutti i varapodiesi

Il tavolo dei lavori: Aloi, Carbone, Pangallo, Rositani, Ferraro


Vincenzo Vaticano 


Autore di numerose e pregevoli composizioni prevalentemente in vernacolo, mai però pubblicate, l’ing. Riccardo Carbone, docente in quiescenza, da anni responsabile della locale Ute (Università della terza età) ha deciso - spronato da più parti - di “esordire” ufficialmente come scrittore, dando alle stampe la sua prima “fatica” letteraria.
Un’opera, composta, nella prima parte, da un poemetto in vernacolo calabrese dove, attraverso l’uso di versi in endecasillabo, combinati con la sestina, in rima alternata e baciata, vengono riproposti squarci di vita varapodiese degli anni quaranta, cinquanta e sessanta. La seconda parte, in lingua italiana, contiene note sia di carattere storico che di cronaca per chiarire, come spiega l’autore, << l’argomento trattato nei versi corrispondenti e contemporaneamente dare la notizia del fatto storico o del personaggio raccontato, in modo più completo>>.
Il libro, dal titolo “C’era una volta ….”, è stato presentato nel corso di un incontro organizzato e patrocinato dal Comune di Varapodio, presso il Centro culturale polivalente, gremito, alla presenza dell’autore e dei relatori prof. Giosofatto Pangallo, membro della Deputazione di storia patria per la Calabria, on. Guglielmo Rositani ex sindaco di Varapodio ed attuale membro del Cda della Rai e on. Natino Aloi. L’avv. Maria Rosa Ferraro ha coordinato i lavori.
Premettendo ed evidenziando che i momenti e le situazioni di microstoria sono propedeutici e alla base per costruire gli eventi della grande storia, tutti i relatori, con varie sfumature, hanno convenuto, tra tante altre cose, come il poema di Carbone riporta alla memoria spaccati di vita quotidiana, stralci di ordinaria cronaca paesana tramandata, normalmente, per via orale nelle famiglie. << Il merito di questo lavoro - è stato anche detto - sta proprio nell’aver tramandato, su carta stampata, quel patrimonio di ricordi e testimonianze che non sono solo personali, ma appartengono all’intera comunità>>.
Pangallo, in particolare, ha sottolineato come << L’ing. Carbone racconta con la veridicità dei suoi ricordi la Varapodio degli anni 40’, 50’ e 60’ del secolo scorso con le sue attività agricole, artigianali, commerciali, industriali e con la sua diuturna vita pulsante, con gli slanci, la povertà, la cultura, le ricchezze, l’ingegno e l’impegno, non tralasciando di parlare anche dei fatti negativi, sempre, però, con semplicità e senza mordacità>>.
Insomma un libro destinato a fare presa tra i lettori della cittadina ma, ancor più, a rappresentare uno strumento utile per la conoscenza di importanti momenti della storia locale. Esperienze e vicende che appartengono al patrimonio storico, sociale e culturale di Varpaodio e che questa meritoria fatica di Carbone contribuisce a valorizzare.

 
     

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