CHIARA

 Caro Edo,

ho potuto leggere la tua storia su un libro di attualità e sono rimasta molto colpita. Tu avrai provato la prima pasticca, forse per moda, perché avevi qualche problema o perché volevi distinguerti dagli altri, volevi sentirti “forte”. Così, una pasticca tira l’altra, ti sei ridotto a dipendere da una sostanza che ti fa stare enormemente male, quando non la possiedi. La tua, è la storia di un ragazzo comune, come tanti, che in un certo periodo della propria vita decide, per qualche ragione, di sfuggire alla realtà, per rifugiarsi nell’orribile mondo della droga. Da qui comincia la “nuova vita”, molto travagliata e dura da portare avanti. La prima dose apparirà piacevole, sembrerà di stare in Paradiso; ma questa sensazione durerà molto poco, perché già dalla seconda dose il ragazzo apparirà “stracambiato” e vorrà sempre una quantità maggiore di droga. Non mancheranno le crisi d’astinenza e, non appena verrà meno una pasticca o uno spinello per questioni, magari, economiche; si ruberà o si litigherà con i genitori affinché si venga in possesso di denaro da poter spendere in ecstasy, cocaina, canne…

E’ purtroppo questa la vita che si intraprende andando incontro alla droga! A questo punto, perché scegliere questa strada?

Se ci si droga per moda, ti posso assicurare che non è una tendenza che ti rende “speciale”, anzi ti emargina dalla società. Se ci si droga perché nella vita si presentano dei problemi che sembrano insormontabili, ti dico che nel mondo ci sono delle situazioni, davvero, molto più preoccupanti come la guerra, la fame, la povertà… Noi che viviamo in una società ricca di ogni confort, non dobbiamo affliggerci al presentarsi di un problema. Dobbiamo imparare a guardare sempre avanti, senza mai abbassare lo sguardo.

Proprio per aiutare i giovani che si pentono di aver fatto una scelta così avventata, si sono create parecchie comunità di recupero per tossicodipendenti in tutta Italia. In questi luoghi si svolge la duplice attività di disintossicarsi e, contemporaneamente, si esercitano varie attività manuali e si dedica molto tempo a vivere a contatto con la natura. E’ proprio in una di queste comunità che tu hai trovato la gioia di vivere e hai rotto quella lunga e inutile schiavitù che ti ha reso dipendenze da una “sostanza”, imparando che la vita è unica e anche se si hanno dei problemi, bisogna imparare ad affrontarli e superarli. Solo i vigliacchi si rifugiano non appena sopraggiunge una difficoltà.

Chiudo questa lettera complimentandomi con te perché hai avuto la forza per smettere con quel giro che rischiava di stroncare la tua vita per overdose. Ti saluto da vera amica e ti incito a continuare a vivere giorno dopo giorno. Perché, comunque, l’importante è che hai saputo riconoscere i tuoi errori!

Buona fortuna

Chiara   

 

ARIANNA

 

CARISSIMO AMICO,

anche non conoscendoti mi congratulo con te perché hai saputo oltrepassare
tutti gli ostacoli che la vita ti ha presentato. Sei riuscito a superarli perché ti sei dato forza dopo che sei uscito dal tunnel della droga. Non riesco nemmeno ad immaginare quanto hai sofferto, quanto hai patito per riuscire ad integrarti nel mondo che ti apparteneva ma che ti ha abbandonato quando ne avevi bisogno. Non so se hai capito che la società, a volte, é indifferente ai problemi dei giovani, perché nel momento del bisogno si dimentica di te e non ti dà le ragioni per vivere; infatti io credo che proprio per questo tu hai scelto di drogarti e da qui è iniziata la tua lunga piaga. Oggi, per fortuna, sei riuscito a guarire perché più il tempo passava più  questa ferita sanguinava ma tu ti sei dato forza e sei riuscito a continuare a sperare finché il mondo si é ricordato quanto vali e quanto sei necessario. Hai avuto coraggio, hai sperato di riabbracciare chi ti aveva abbandonato, hai creduto fino alla fine che sei nato per vivere perché non c'è nulla di buono che possa dare la droga e che non dia la vita. Vorrei essere come te, vorrei avere il tuo coraggio, la tua forza di continuare ed andare avanti, la tua audacia in due parole vorrei dire che sei grande, hai la personalità che nel mondo ne troviamo pochissime,  la tua speranza non é timore che il sogno non si realizzerà perché come dice Giovanni Pascoli: "Il  giorno fu pieno di lampi ma ora verranno le stelle". Tu sei forte perché sei riuscito a sconfiggere il muro infinito della droga che stava davanti a te, ma io, a volte, ho paura che la vita non mi sorrida in ogni momento ed é per questo che io vorrei essere come te. Ho saputo che quando a 16 anni hai preso la prima pasticca ti sei sentito rinascere in un altro mondo che  aveva un inizio e mai una fine, ma tu sci riuscito a trovarla. lo vorrei dire a tutti i ragazzi
tossicodipendenti, che non ho scritto questa lettera per persuaderli a non drogarsi (anche se vorrei farlo) ma per informarli di ciò che sta accadendo nel nostro mondo, nel senso che la società è pronta ad accoglierli in qualunque momento;  la vita se presa nel modo giusto sorriderà sempre,  anche quando è la droga a vincere. Loro sanno quanto sia difficile oltrepassare questo maledetto tunnel ma con un po' di ottimismo e volontà accompagnata da tanti sacrifici tutto sarà più facile. I danni che provoca la droga nel nostro organismo sono vari e molto pericolosi: innanzitutto il cuore ne risente tantissimo come il cervello, i polmoni e tutto l'apparato respiratorio e non solo, perché se si fa uso di ecstasi insieme ad alcool è possibile avere come conseguenza la morte oppure, per chi se la cava meglio ictus, allucinazioni,  svenimenti e nausea. Quindi, ti prego di stare  vicino ai tuoi amici, che ancora non sono riusciti ad abbandonare il tunnel della droga, aiutali cosi riusciranno a capire quanto sia importante non emarginarsi per via della droga perché davanti a noi c'è sempre chi punta il dito anche non conoscendoci, magari giudicandoci dal nostro aspetto. Ho saputo, infatti, che in questo periodo fai volontariato in una comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti, so che racconti loro tutto il cammino della tua dipendenza e molti ne rimangono colpiti ed é proprio
per questo che si danno forza per andare avanti come hai fatto tu. Mi dispiace di dover concludere qui la mia lettera perché  avrei ancora tanto da scriverti. Per finire vorrei dire ai tuoi amici tossicodipendenti di oltrepassare il tunnel della droga perché "dietro le nuvole c'è sempre il sereno".

                                                                        Con affetto

                                                                            ARIANNA

 

TINA

Cara MADRE TERESA,

Voi siete un  "GIGANTE" del nostro tempo perché vi siete dedicata completamente a quelle persone a cui nessuno aveva dato uno sguardo. VOI SIETE STATA LA SANTA DELLE "BARACCHE", cioè dei poveri, che vivevano nella miseria più assoluta e non avevano nemmeno un tetto dove rifugiarsi. pur essendo una persona piccola e fragile, riuscivate a infondere amore, fede e speranza alle persone che vivevano nei marciapiedi. Avete ricevuto il premio Nobel per la pace, siete stata la fondatrice delle suore missionarie della carità e ad appena cinque anni dalla vostra morte, si è avviato il processo di beatificazione. Il miracolo che vi porterà ad essere beata è la guarigione di Monica, che allora era affetta da un tumore all'addome, scomparso dopo che le suore missionarie della carità vi poggiarono sopra una medaglia "miracolosa" dell'Immacolata, che era stata a contatto con il vostro corpo prima della sepoltura. Adesso, questa persona è guarita ed è ancora in vita grazie a voi. Per la chiesa serve un complicato processo, ma per la gente comune e cristiana, voi siete da sempre santa e lo eravate anche in vita. Concludo questa lettera dicendovi che voi siete stata una persona meravigliosa, avete saputo apprezzare tutto quello che vi vaniva offerto dalla vita e le persone che vi incontravano erano contente perché trasmettevate nel loro cuore amore, gioia e felicità. In una poesia avete scritto: "LA VITA E' UN SOGNO, FANNE UNA REALTA' " . Ognuno di noi dovrebbe cercare di realizzare i propri sogni vivendo con umiltà e amore.

                                                                                Con affetto

                                                                                     TINA  

 

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