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DIARIO

"Il Globo" (Melbourne) - Agosto 98
Vincenzo Vaticano
E' stata festa grande a Varapodio, lunedi 28 giugno scorso, in occasione dell'ottantesimo compleanno di Don Antonino De Masi. Per rendere omaggio al parroco di Santo Stefano, e ai suoi sedici lustri di vita, superati, è il caso di dire, con estrema disinvoltura, si è mobilitato l'intero paese , sindaco in testa, e altre autorità civili, militari e religiose, tra cui il vescovo della Diocesi Oppido Palmi Monsignor Domenico Crusco. Alla presenza di un gran numero di fedeli , che hanno stipato la Chiesa Santo Stefano in ogni ordine di posti, l'avvenimento è stato degnamente e solennemente celebrato con una S.Messa , officiata da Sua Eccellenza il Vescovo, durante la quale tutti hanno voluto testimoniare il profondo affetto al sacerdote , che per oltre mezzo secolo ha costituito la loro guida spirituale. Una cerimonia religiosa che si è protratta per alcune ore , tra i canti del coro parrocchiale, la funzione prettamente liturgica , i discorsi di auguri da più parti esternati a Don Antonino De Masi, e gli immancabili doni offerti dai parrochhiani di Santo Stefano e San Nicola : un calice e un sottocalice (patena) d'oro. Oltre ai discorsi di auguri del Vescovo e di Giovanni Madafferi ( giovane che presto prenderà i voti di sacerdote), particolarmente eloquente e ricco di significato si è rivelato quello del Primo cittadino di Varapodio, dott. Orlando Fazzolari. Egli ha voluto, prima di tutto, sottolineare l'insostituibile ruolo ricoperto da don Antonino De Masi nel contesto della comunità varapodiese, non solo dal punto di vista religioso ma anche dal punto di vista sociale e culturale. Don De Masi, ha aggiunto il sindaco, con la sua attività di scrittore, da profondo conoscitore di storia locale, ha fatto conoscere ai varapodiesi l'identità storica e le antichissime origini del loro paese. Non a caso, la sua imponente opera monografica "Varapodio ieri e oggi", costituisce il fiore all'occhiello della libreria di ogni varapodiese. Tra l'altro, ha voluto ancora sottolineare il sindaco, non bisogna dimenticare che l'arciprete De Masi ha dato lustro a Varapodio facendolo assurgere agli onori della cronaca nazionale (ne hanno riferito i maggiori massmedia) per la famosa "Tabacchiera" che egli, con l'ausilio di alcuni giovani, costruisce artigianalmente lavorando la buccia di bergamotto essiccata, ricavando dei souvenir richiesti, per la loro originalità, da molte parti d'Italia e anche dall'estero. Un'antica e scomparsa attività questa , riscoperta e restituita al patrimonio dell'artigianato calabrese. Da parte sua Don Antonino De Masi , visibilmente commosso, ha pubblicamente ringraziato i presenti (primo tra tutti Monsignor Crusco) per il calore e l'affetto tributatigli; ha ringraziato, inoltre coloro i quali , dall'Italia e dall'estero, gli hanno inviato messaggi di auguri. Infine, ha tracciato un sintetico "excursus" dei suoi 80 anni di vita, soffermandosi sulle date che più di tutte hanno caratterizzato e segnato la sua esistenza. Tra queste, ha espressamente sottolineato quella (nel lontano 1943) della sua ordinazione sacerdotale, che ha costituito per lui "Un dono di Dio". L'immancabile rinfresco, con pasticcini e spumante, predisposto ed organizzato con un buffet nell'ampio cortile della Chiesa , ha costituito l'occasione per i convenuti di rinnovare gli auguri ed accomiatarsi da Don Antonino De Masi.
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